Non teologo sistematico, né intellettuale di professione, né critico d’arte si presenta nell’azione di pastore Pappalardo. Eppure ne esperisce le tensioni sentendone la forza vitale, memore della Gaudium et Spes, fremente di slanci verso la compagine di letterati, filosofi, artisti, necessitati a rappresentare una umanità disperatamente aggrappata alla speranza.
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